Il Japan Tour dello scorso giugno si è svolto in concomitanza con l’Amada Innovation Fair 2014, manifestazione che ha sancito in modo inequivocabile il ruolo da protagonista che l’azienda nipponica ha e avrà in futuro nello sviluppo applicativo della tecnologia laser “fibra”. Ma il Japan Tour ha anche permesso di conoscere più da vicino usi e costumi di un Paese a noi lontano e di poter toccare con mano la famosa efficienza produttiva nipponica, grazie alle visite effettuate presso due clienti campione e al Fujinomia Works, il sito produttivo Amada ai piedi del monte Fuji.

[tratto dalla Rivista DEFORMAZIONE - Edizione Ottobre 2014]

 

Sono ormai quasi ventuno anni che faccio il mestiere del giornalista tecnico e i viaggi di lavoro interessanti non sono certo mancati. Posso però dire con certezza che il Japan Tour Amada che ho vissuto lo scorso giugno ha, fin da subito, rappresentato qualche cosa di speciale che ha conquistato il vertice della mia personalissima classifica. Visitare il Paese dei miei miti di bambino, Gundam, Goldrake e Mazinga, e poter toccare con mano la realtà produttiva di una delle più importanti società produttrici di macchine per lamiera, da sempre protagonista assoluta nello sviluppo delle applicazioni industriali della tecnologia laser, ha, infatti, soddisfatto entrambe le mie anime: il Peter Pan tuttora affascinato dal monte Fuji in quanto teatro di epiche battaglie tra i miei eroi e i terribili robot “veganiani” e il professionista serio e competente che ha potuto vedere finalmente applicati tutti i principi e i fondamenti delle filosofie produttive made in Ja-pan improntate all’efficienza di processo.

Il perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione
Questo viaggio conserverà sempre un posto di riguardo nel mio bagaglio di esperienze professionali anche per alcune considerazioni, del tutto personali, ma con concreti fondamenti, che mi accompagneranno quasi come degli insegnamenti. L’impressione è che in Giappone coesistano in perfetto equilibrio aspetti contrapposti come, per esempio, tradizione e innovazione. Alla consapevolezza della propria forza economica e industriale si accompagna grande umiltà e rispetto per il prossimo, e non arroganza e disprezzo come sempre più spesso, purtroppo, accade dalle nostre parti. Il business, la leadership sui mercati di riferimento e l’ottenimento di risultati economici soddisfacenti, sono obiettivi quotidianamente perseguiti con impegno e forte determinazione, ma non costituiscono mai la scusante per andare oltre le regole e scalfire alcuni principi fondamentali della propria filosofia. Parlo per esempio della consapevolezza e dell’orgoglio di essere Giapponesi, di essere profondamente legati alle proprie origini e tradizioni e di essere fieri di mostrare i propri usi e costumi al mondo, che per l’occasione era rappresentato da una delegazione di giornalisti europei.
Senso di appartenenza, rispetto ed educazione civica sono dogmi che a qualsiasi livello di Amada ho riscontrato dal punto di vista comportamentale e che costituiscono l’ossatura portante del modo di concepire e vivere il proprio mestiere e la società per cui si lavora con professionalità e dedizione.

Un modello organizzativo efficiente ed efficace
Mie considerazioni a parte, che ripeto essere del tutto personali, sarebbero tantissimi gli aspetti interessanti di questo viaggio su cui varrebbe la pena soffermarsi; finirei però con scrivere un libro. Concentrandomi quindi solo sulla parte prettamente lavorativa e tecnologica del Tour, posso dire che siamo partiti subito con il “botto” avendo visitato, il primo giorno, le realtà produttive di due clienti affezionati Amada che, se pur con differenze anche piuttosto evidenti, ben rappresentano l’industria manifatturiera giapponese. La prima tappa è stata lo stabilimento produttivo di Tomioka della OKI, leader mondiale nella produzione di Automated Teller Machine e Cash Processing Machine, ovvero dispositivi automatici per la distribuzione di biglietti o soldi come i bancomat, per esempio. Parliamo di una multinazionale che opera in oltre 120 paesi nel mondo, con sei stabilimenti produttivi di cui quattro in Giappone, uno in Brasile e uno in Cina. Quello visitato è dedicato al sheet metal processing e ha quindi un ruolo fondamentale nel mondo OKI. Basti dire che solo nel caso dei bancomat sono ben 500 i modelli di macchina prodotti, ognuno dei quali integra circa 3.000 componenti in lamiera, realizzati in 50 lotti quotidiani da 20 pezzi ciascuno. Considerando che vengono prodotti circa 500 distributori automatici al giorno, per un totale di oltre 200.000 componenti in lamiera realizzati mensilmente, capite bene come le parole efficienza e automazione costituiscano le direttive perseguite con ognuno degli investimenti produttivi fatti dall’azienda. Nello stabilimento di Tomioka sono due i metodi produttivi di lavorazione della lamiera adottati: uno più classico improntato allo stampaggio e tranciatura mediante presse (ben 22) e stampi; l’altro imperniato, su quello che Amada definisce blanking, in cui concorrono l’operatività di otto punzonatrici combinate laser e sette celle di piegatura robotizzate che funzionano 24 ore su 24 per 320 giorni all’anno, con un indice di operatività del 90% pari a 8.760 ore lavorate annue. Dati davvero incredibili che evidenziano l’affidabilità delle macchine Amada e testimoniano il livello di efficienza produttiva di questo stabilimento in cui l’informazione condivisa e il “visual managing” sono comuni a ogni livello e reparto produttivo. I dati operativi relativi alle macchine sono, infatti, visualizzati e confrontati di continuo con i target di efficienza previsti; in questo modo, è possibile verificare tempestivamente lo stato di salute della produzione. Per OKI, l’efficienza produttiva è quindi un imperativo perseguito in modo costante, anche nelle fasi manuali di assemblaggio dei suoi dispositivi ATM. In ogni postazione di montaggio, gli addetti dispongono, secondo il metodo kanban, solo ed esclusivamente della componentistica e del materiale occorrente per quel determinato sistema da assemblare. Ogni addetto ha inoltre a disposizione un piccolo “arsenale” di avvitatori, uno per ogni tipologia di vite o elemento di fissaggio da applicare, in modo da ottimizzare i tempi riducendo a zero anche quelle improduttività che il cambio delle punte sull’utensile comporterebbe. Un’inezia, ma che se ripetuta per “n” volte al giorno porterebbe a inefficienza.

Un plauso ai manager giapponesi
Lo stabilimento OKI ha messo in luce un modello organizzativo efficiente ed efficace, spot promozionale dell’innovazione tecnologica considerata l’unica chiave di sviluppo perseguibile con investimenti mirati volti a migliorare costantemente il processo produttivo. Una politica condivisa anche dalla seconda azienda visitata, pur trattandosi di una realtà produttiva completamente diversa dalla precedente.
Da Tomioka, nella prefettura di Gunma, ci spostiamo a Koshiyama Cho, nella prefettura di Saitama, dove opera SANKO SANGYO, azienda che in Italia definiremmo “terzista” se pur con le debite differenze considerata la dimensione societaria che conta ben 150 dipendenti. L’azienda realizza, infatti, una molteplicità di prodotti conto terzi, dalle unità di potenza per stazioni di comunicazione mobile o per l’industria dell’energia fotovoltaica, agli chassis per caricabatterie per veicoli elettrici, oltre che estintori, scaldabagni, deumidificatori e condizionatori. Un’estrema variabilità produttiva quindi, resa ancor più differenziata dalla produzione di sistemi per burattatura che SANKO SANGYO realizza e commercializza sul mercato nipponico con marchio di proprietà. Due le considerazioni importanti legate a questo contesto produttivo che fa dei continui investimenti in tecnologia la chiave di sviluppo del proprio business. Ogni tecnologia innovativa adottata ha, infatti, permesso all’azienda di crescere in termini di efficienza produttiva e ampliamento dei settori di sbocco. E fin qui direi che si tratta di una politica aziendale abbastanza diffusa e comune anche dalle nostre parti. Ciò che differenzia SANKO SANGYO, almeno a giudicare dall’elevatissimo numero di macchine installate in officina, è che ogni nuova installazione, il più delle volte, ha affiancato e non sostituito i sistemi più datati. È, infatti, impressionante la densità di macchine presenti per metro quadro di stabilimento. Una cosa da extra terrestri se confrontata con la realtà europea e soprattutto italiana, con cui ha però in comune la problematica del poco spazio a disposizione per posizionare al meglio i macchinari. Il presidente della società, Takemi Hori, ha dichiarato: “Il mercato giapponese è molto competitivo. Dobbiamo quindi poter contare su tecnologie e macchine sempre all’avanguardia per poter soddisfare i nostri clienti. L’impegno quotidiano va in questa direzione ed è assolutamente necessario per rimanere nel mercato. Se rinunciassimo a implementare nuove macchine e sviluppare tecnologie innovative, perderemmo il nostro vantaggio competitivo”.
Un atteggiamento lungimirante e aggressivo da parte di questo top manager giapponese, avvalorato dall’imminente acquisto di una nuova pressa piegatrice, di una saldatrice per perni, una rivettatrice e una saldatrice a punti. Inoltre, hanno in programma di installare presto un nuovo sistema robotizzato di piegatura Amada che si andrebbe ad aggiungere ai due già esistenti, alle tre combinate laser, al sistema di taglio con laser in fibra FOL 3015 AJ e all’innovativo robot di saldatura con laser in fibra FLW 4000 MR. Tutti sistemi che funzionano 24 ore su 24 in modo automatico.

2 kW in fibra per tagliare lamiere in acciaio dolce spesse 25 mm
Il Japan Tour Amada è stato volutamente organizzato in concomitanza con l’AIF2014, acronimo di Amada Innovation Fair, la più grande esposizione privata al mondo nel campo della lavorazione lamiera, organizzata presso il Solution Center Amada dell’Head Quarter di Isehara (nella prefettura di Kanagawa) dove Amada ha costruito l’elegantissimo Hotel Forum 246 per ospitare i suoi clienti mondiali e, per l’occasione, noi giornalisti europei.
AIF è un evento molto speciale organizzato ogni anno dal gruppo Amada per mostrare ai clienti lo stato dell’arte raggiunto in fatto di macchine e processi per la lavorazione della lamiera. Tredici giorni nei quali 5.000 visitatori, provenienti da 2.200 aziende nazionali e internazionali, hanno potuto testare l’innovazione targata Amada.
Hanno fatto la loro prima apparizione ben quindici nuovi prodotti e soluzioni, comprese alcune macchine all’avanguardia nel campo della tecnologia del laser in fibra targate Amada Miyachi, la nuova entità nata dopo l’acquisizione da parte del colosso nipponico del know how di questa società. In particolare, i riflettori erano puntati sulle cinque macchine di taglio con laser in fibra e sulle tre soluzioni di saldatura laser, anch’esse con sorgente fibra, che esprimono al meglio la strategia Amada in ambito laser. Infatti, pur portando avanti lo sviluppo di entrambe le filosofie di generazione del fascio, CO2 e fibra, la società ha da tempo deciso di differenziarsi sul mercato sviluppando la propria tecnologia Fiber investendo in maniera importante nella ricerca di quello che costituisce il cuore dell’intero processo: la sorgente.
Avere il controllo completo della tecnologia del fascio è centrale alla filosofia Amada, motivo per cui è l’unico produttore che fabbrica i propri oscillatori laser a fibra riuscendo a proporre soluzioni innovative e uniche come la nuovissima macchina di ENSIS-3015AJ, presentata in anteprima in occasione dell’AIF2014. Un sistema semplice nella sua configurazione ma equipaggiato con un oscillatore proprietario da 2 kW che assicura prestazioni di taglio paragonabili a quelle ottenibili con una sorgente da 4 kW CO2 essendo capace di tagliare lamiere in acciaio dolce con spessori fino a 25 mm. L’ENSIS garantisce inoltre una lavorazione stabile e continua con una gamma molto vasta di spessori del materiale, dai più sottili ai più spessi, senza necessità di cambiare le lenti.

Dalla combinata alla saldatura è ancora protagonista il fiber laser
La combinata laser LC-2515C1AJ, anch’essa dotata della medesima sorgente laser in fibra da 2 kW, è stata l’altra grande protagonista dell’AIF 2014 a certificare, ancora una volta, come nel futuro la partita si giocherà innanzitutto attorno al Fiber Laser e come Amada sia assolutamente attrezzata per essere protagonista del mercato, a ogni latitudine e longitudine. Si tratta di un sistema che, combinando la più innovativa tecnologia di punzonatura con le potenzialità di taglio del laser fibra, permette di risparmiare energia, diminuire i costi e aumentare l’efficienza dell’integrazione di processo. Rispetto alle macchine laser CO2 (4 kW), il fibra offre un’eccellente qualità e una maggiore densità dei raggi; ciò permette il taglio di lamiere sottili a una velocità incredibile. Un confronto diretto fra l’oscillatore laser in fibra da 2 kW di Amada e un laser CO2 (4 kW) mostra chiaramente che il consumo di energia è ridotto di circa il 66%, e che anche il consumo di energia in modalità stand-by è minore. Laser in fibra non significa solo taglio, ma anche, e forse soprattutto, saldatura: AIF2014 ha rappresentato per AMADA Miyachi la prima opportunità di mostrare al grande pubblico alcune nuove sorgenti e due celle, una robotizzata e l’altra manuale, per la saldatura con questa tecnologia laser. Parliamo per esempio del sistema con robot FLM4000MR, già visto all’opera presso SANKO SANGYO, di cui è stata probabilmente pioniera nell’utilizzo, e del sistema manuale FLW-600MT.

Produrre ai piedi del Monte Fuji
Ultima tappa del tour tecnologico nel mondo Amada è stato lo stabilimento Fujinomiya Works, ai piedi del Monte Fuji, dove su un’area di 757.000 m2, è stato sviluppato il principale polo produttivo della società che assieme a Isehara Works, in qualità di Centro Soluzioni, svolgono un ruolo strategico fondamentale nel supportare le imprese manifatturiere dei clienti. Fujinomiya Works è una fabbrica altamente efficiente, rispettosa dell’ambiente e a grande risparmio energetico in cui sono concentrate le attività di due fabbriche produttive di lavorazione meccanica, lo stabilimento specializzato più grande al mondo dedicato alla produzione di macchine laser, espressione di una capacità produttiva mensile di 140 macchine organizzata in 70 singole isole produttive, il Centro Sviluppo Innovazione e l’Amada Parts Center che si occupa della ricambistica a livello mondiale. La prima fabbrica produttiva è dedicata alla lavorazione, alla saldatura e al trattamento termico delle strutture macchina e delle torrette per le punzonatrici. Queste ultime sono lavorate in camera a temperatura controllata e temprate al laser nelle sedi di alloggiamento degli utensili e assemblate definitivamente secondo il metodo “Table Manner” che guida l’operatore nelle varie fasi di montaggio con istruzioni precise e i quantitativi di componenti da montare strettamente necessari secondo quanto stabilito dal kanban. La seconda fabbrica è invece dedita al montaggio delle punzonatrici e delle presse piegatrici e anche in questo caso, così come avviene per lo stabilimento di produzione dei laser, l’organizzazione della produzione per isole garantisce elevata efficienza produttiva in termini di migliori livelli di qualità, costi e tempi di consegna ai clienti.


Le macchine sono progettate a moduli secondo un concetto di sviluppo e montaggio frontale; quindi, vengono costruite usando parti approvvigionate just in time alle diverse isole di assemblaggio, dove avviene la produzione.


Inoltre, ogni isola può essere utilizzata come area di collaudo con i clienti, che possono così controllare le specifiche e la qualità delle loro macchine. Quest’area produttiva, così come tutte le altre costituenti Fujinomiya Works, è digitale e si basa sul sistema di gestione della produzione AM-HIT’s studiato specificatamente per Amada, con il quale è possibile controllare lo stato di produzione della fabbrica in modo immediato.

Una particolarità riguarda il metodo vPost adottato per la raccolta automatica dei dati di produzione utilizzato da Amada per avere la totale tracciabilità di chi abbia svolto quali operazioni, quando e dove. Il progresso può essere controllato in tempo reale, e può essere anche svolta un’analisi dei dati storici. Nell’adiacente Centro Sviluppo Innovazione, uno staff di 200 operatori si occupa di sviluppare con sofisticati CAD 3D in modo tempestivo e in sinergia con le esigenze dei clienti macchine all’avanguardia. Nello stesso edificio è stato collocato anche l’Amada Parts Center, ovvero l’immenso magazzino di gestione e smistamento delle parti di ricambio che ha un posizionamento strategica all’interno del Fujinomiya Works per creare una struttura priva di “falle” che comprenda sviluppo, produzione e fornitura delle parti. È operativo un sistema complessivo di supporto del processo per la raccolta tempestiva delle informazioni relative alle macchine dei clienti nel caso che abbiano dei problemi, ed è stato anche creato un sistema per condividere i dati storici delle riparazioni effettuate sulle macchine sparse nel mondo. Qui, i quattro processi d’immagazzinaggio (entrata, stoccaggio, prelievo e spedizione) sono completamente automatizzati grazie all’adozione di un magazzino automatizzato super-veloce in grado di alloggiare contenitori con componenti di varie misure, riducendo così la quantità di lavoro dell’operatore ed eliminando la possibilità di errore. Per garantire una consegna rapida ai clienti, sono stati adottati dei carri di raccolta totalmente automatici con etichette IC che permettono di evitare la consegna di parti sbagliate. La condivisione di informazioni senza intoppi fra il sistema di gestione della logistica “LMS” e quello dell’immagazzinaggio “WMS” permette di ridurre i tempi di reazione dall’ordine dei ricambi necessari fino alla loro consegna, migliorando al tempo stesso il QCD della fornitura delle parti, per fornire ai clienti dei servizi tempestivi. Insomma, da quanto visto, tutto è estremizzato dal punto di vista dell’efficienza produttiva e del servizio offerto ai clienti finali, in qualsiasi parte del mondo si trovino.
Da quanto visto, quindi, ai piedi del monte Fuji, non si combattono epiche battaglie fra robot, ma si produce macchine all’avanguardia sfruttando la tecnologia più evoluta come strumento di lavoro quotidiano per creare un’innovazione finalizzata a soddisfare le sempre nuove tendenze e richieste del mercato della lavorazione lamiera. Il giornalista specializzato può quindi ritenersi appagato e soddisfatto di quanto visto, ma il Peter Pan? Altrettanto, direi, al punto che potrebbe anche giurare di aver visto uno dei suoi eroi d’infanzia parcheggiato fuori da un hotel di Tokyo, i veganiani sono avvertiti!!!

 

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