Amada è un colosso mondiale all’avanguardia nel campo dell’engineering, dei sistemi di azionamento e della tecnologia globale nel settore della lamiera; ciononostante ha da sempre un approccio “intimo” verso il mondo del lavoro. I prodotti e le innovazioni della casa giapponese, infatti, sono il frutto di anni di lavoro appassionato e scrupoloso, messo in atto da uomini preparati, coraggiosi e instancabili.

[tratto dalla Rivista LAMIERA - Edizione Ottobre 2014]

amadajpÈ proprio grazie a questa filosofia che, in pochi anni, la multinazionale ha compiuto una vera e propria “rivoluzione”, scegliendo di puntare con forza nell’ambito del taglio laser della lamiera, sviluppando e proponendo tecnologie capaci di imporsi con forza a livello internazionale. Fino a qualche anno fa, al nome Amada erano associate soprattutto tecnologie di piegatura e punzonatura; oggi, invece, è anche sinonimo di “laser”. La casa nipponica, infatti, progetta e realizza diverse macchine all’avanguardia, con sorgente a CO2 o a fibra, che molto spesso arrivano a stupire gli utilizzatori e danno valore aggiunto ai clienti di tutto il mondo. Merito di questa “scalata tecnologica” è la cosiddetta procedura del “front-loading” la quale si basa sull’acquisizione preliminare di tutti i dati tecnici e di mercato forniti dai clienti. Da anni, infatti, il reparto di Ricerca e Sviluppo del gruppo giapponese, che ha sede a Fujinomiya, nel cuore della prefettura di Shizuoka, lavora in stretta collaborazione con i propri “partner users”, e in generale con tutti gli utilizzatori che propongono miglioramenti e offrono indicazioni utili, al fine di ottimizzare la tecnologia di lavorazione della lamiera. Grazie dunque alle reali richieste del mercato e a scelte tecnologiche strategiche, Amada è riuscita in pochi anni a lanciare macchine per il taglio laser di grande successo, divenendo ormai uno dei marchi di riferimento mondiale nel settore laser. Per aggiornare i nostri lettori in merito alla reale potenza tecnologia raggiunta da Amada, la nostra rivista è letteralmente “volata” in Giappone al fine di capire in che modo le macchine nipponiche vengono ideate e realizzate: abbiamo avuto l’opportunità di visitare sia l’Headquarter della società collocato ad Isehara, circa 70 km a Ovest di Tokyo, sia l’innovativo sito di R&D e produzione a Fujinomiya, alle pendici del Monte Fuji.
In particolare, a Isehara, sede dell’Head Office della società, si trova l’Amada Solution Center, ovvero il principale luogo destinato al dialogo attivo con i clienti e alla messa a punto dei prodotti e servizi ad essi dedicati. A Fujinomiya, invece, sorgono sia il più importante ed avanzato degli stabilimenti produttivi Amada sia gli edifici dell’Amada Innovation Center, ovvero l’area in cui vengono sviluppate e progettate le macchine e i nuovi software. Oltre che per visitare tali luoghi e visionare gli ultimi modelli immessi sul mercato, il viaggio è stato anche l’occasione per intervistare il Presidente e CEO Mitsuo Okamoto.


laserIL LASER AL CENTRO

Isehara è una tranquilla cittadina di circa 100.000 abitanti sita nel cuore della prefettura di Kanagawa. Qui si trova l’Head Office di Amada, dove ci aspetta il presidente e amministratore delegato di Amada, Mitsuo Okamoto, ai vertici del gruppo ormai da 11 anni, al quale rivolgiamo alcune domande.

Presidente Okamoto, quali sono le attuali strategie industriali di Amada nel settore della lamiera?
«Amada sta investendo con forza nel settore del laser, in quanto si tratta di una tecnologia sempre più richiesta dal mercato. Il mercato del laser, nel mondo, in questo momento vale circa 3,5 miliardi di euro, il 66% dei quali è rappresentato dalle macchine di taglio della lamiera, il resto da saldatura, marcatura, ecc. Il taglio dunque è una fetta molto grande in cui Amada vuole essere protagonista. A tal fine noi proponiamo macchine di taglio laser di nuova concezione, ecologiche, a sorgente sia CO2, sia a fibra».

Quali sono i vantaggi del fibra rispetto al CO2?
«Contrariamente al laser CO2, il laser fibra permette la lavorazione di rame, ottone, titanio, non-metalli ecc.; inoltre, la qualità del fascio, con grande lunghezza focale, e l’elevata densità dello spot, permettono produzioni di alta qualità con velocità 2,5/3 volte superiore. Inoltre, il laser fibra assicura consumi energetici ridottissimi, del 70% inferiori rispetto a laser CO2. Amada, oltretutto, è l’unico costruttore mondiale che propone macchine di taglio e che costruisce autonomamente le sorgenti laser fibra, grazie all’acquisizione negli anni passati di un’azienda americana specializzata. Questo controllo 100% della tecnologia ci consente di proporre soluzioni ottimizzate, con prestazioni altissime, capaci di assicurare vantaggi concreti agli utilizzatori».

Il laser fibra sostituirà quello a CO2?
«Per alti spessori, l’utilizzo del laser a fibra non è ancora conveniente rispetto alle sorgenti CO2. Dunque, almeno nel breve periodo, sarà fondamentale proporre entrambe le tecnologie».

Quali saranno le mosse di Amada in futuro nell’ambito del taglio laser?
«Punteremo ad allargare il range di applicazioni nel mondo del laser, in particolare con sorgente a fibra, perché, come detto, questo tipo di tecnologia consente produttività fino a tre volte superiori, bassissimi oneri di gestione e manutenzione, e risparmi energetici anche del 70-80%: si tratta di un’enormità, considerando il costo sempre più alto dell’energia elettrica. Ciò dimostra altresì la volontà di Amada di costruire macchine sempre più “ecologiche” e dal basso impatto ambientale. Vogliamo differenziarci dagli altri produttori di macchine di taglio laser, migliorando l’efficienza dei processi e la qualità del taglio. A tal fine è molto importante anche il contributo dei clienti i quali, grazie ai Technical Center di tutto il mondo, ci consentono di testare e valutare le tecnologie direttamente sul campo».

Su quali altre tecnologie state puntando?
«Noi non ci limitiamo a consegnare una macchina di alto livello, ma offriamo al cliente il necessario know-how per portare a compimento con successo l’intero processo produttivo, i software di controllo e di gestione, gli utensili di punzonatura e di piegatura, l’assistenza tecnica pre e post vendita, i servizi regolari di manutenzione, i corsi di formazione del personale, ecc., il tutto al fine di portare a compimento i propri piani industriali con successo. Si tratta di un approccio molto importante per il cliente, specialmente in questo periodo di crisi e difficoltà finanziare “globali”. Dal punto di vista puramente tecnologico, al giorno d’oggi trovano molta diffusione, e lo saranno sempre più, in particolare nell’industria automobilistica, lamiere di acciaio o di materiali leggeri e “alto-resistenziali”, capaci di garantire ottime prestazioni in termine di resistenza. Per questi materiali di nuova concezione, occorreranno macchine di taglio laser sempre più raffinate e potenti, sulle quali stiamo già lavorando. Un’altra tendenza è quella di operare su lotti di dimensioni sempre più ridotte, il che significa cambiare più velocemente tipologia di pezzo, riducendo il tempo totale di impostazione e di settaggio delle macchine. E un ulteriore elemento di criticità è che nel mondo vi è sempre più carenza di manodopera specializzata. Per combattere entrambi i problemi Amada sta puntando molto su impianti di automazione “flessibili”, capaci cioè di garantire l’esecuzione di lotti di piccole dimensioni, anche “monopezzo”, e su controlli software ad elevato contenuto tecnologico, facili da gestire. Un’altra marcata tendenza, per innalzare il livello di versatilità, è quella di integrare in una sola macchina più tecnologie, come per esempio accade sulle nostre macchine combinate. Ma nel futuro tale richiesta del mercato sarà ancora più spinta e prevedo che tra 20 anni Amada venderà più robot che macchine: robot “versatili” in grado di tagliare, piegare, saldare, ecc., cioè di compiere per intero un ciclo di lavorazione di un manufatto».

Da un punto di vista commerciale, come si articola la vostra proposta?
«Amada non produce solo macchine per la lavorazione della lamiera ma, grazie a recenti acquisizioni e all’apertura di nuove società “specializzate”, anche segatrici per il taglio dei metalli, presse per stampaggio, centri di lavoro per asportazione di truciolo, rettificatrici, ecc. In questo modo, possiamo puntare su un effetto “sinergia” che ci consente di diversificare le strategie di vendita in tutto il mondo. Rimanendo nel settore della lamiera, i Paesi maggiormente industrializzati, nonostante il periodo di crisi non del tutto alle spalle, assorbono bene gli impianti di maggiore qualità. Il mercato italiano, per esempio, è il secondo europeo per importanza, e in esso si incontrano molte realtà eccellenti interessate soprattutto alle macchine di taglio laser. In ogni caso, puntiamo molto anche sui Paesi emergenti quali Cina, Brasile, Turchia, ecc., in quanto vi è una richiesta maggiore. In generale, stiamo cercando di rendere le produzioni “locali”: l’80% delle macchine vendute in Europa, per esempio, sono prodotte negli stabilimenti produttivi francesi, e cercheremo a breve di portare questa percentuale al 90%».

IL CLIENTE È PROTAGONISTA

Un paio di chilometri a Sud dell’Head Office sorge il Forum 246, uno splendido moderno edificio destinato a ospitare i clienti Amada provenienti da tutto il mondo, comprendente sale per conferenze e spazi per organizzare sessioni di formazione degli ospiti, seminari e riunioni, oltre a ristoranti e 246 eleganti camere, per una superficie totale di 20.000 metri quadrati. Alle spalle del Forum 246 sorgono tutti gli altri edifici del Solution Center.
Tra i luoghi più importanti dell’intero complesso vi è la P&P Room (“sala delle Presentazioni e delle Proposte”) in cui i clienti discutono concretamente dei problemi e delle applicazioni, e in cui i tecnici Amada propongo le migliori soluzioni tecniche, in un dialogo vivo e costante. All’interno degli edifici del Solution Center, Amada “mostra davvero quello che sa fare”; lo scopo principale è non solo di fornire ogni possibile informazione ai clienti su modelli e macchinari, ma di permettere loro di “testare le diverse soluzioni sul campo”. In particolare, il Solution Center comprende due aree fondamentali: l’Amada Machine Tool Plaza (AMTP) e il Verification Plaza. L’AMTP è un immenso show room aperto ai visitatori, in cui sono installate le macchine funzionanti: gli impianti laser, le punzonatrici, le combinate, le presse per stampaggio e i software di gestione, i robot di piegatura, di saldatura, ecc. Inoltre, vengono mostrati i sistemi di asservimento, le funzionalità dei diversi tipi di utensili, le tipologie e la qualità dei pezzi realizzati. I clienti possono toccare con mano i componenti, ascoltare la rumorosità degli impianti e porre domande ai tecnici Amada: lo scambio di informazioni
Assemblaggio macchne presso lo stabilimento produttivo di Fujinomiya.. è continuo. All’interno dell’AMTP è possibile inoltre apprezzare il funzionamento del VPSS (Virtual Prototype Simulation System), sistema che consente di simulare in maniera digitale una produzione aziendale. Il VPSS, più che un programma è un sistema che permette di “vedere come verrà messo in atto” un ciclo produttivo prima che questo sia realmente avviato, al fine di correggere possibili errori e di ottimizzare l’efficienza dello stesso, considerando tutti i parametri in gioco: macchine, dipendenti, logistica, software, ecc. Il VPSS, in definitiva, da un lato permette di ridurre i rischi che inevitabilmente si corrono quando si fanno investimenti importanti, dall’altro è un formidabile sistema di gestione aziendale, che consente in particolare di programmare le macchine direttamente dall’ufficio aiutando l’operatore a bordo macchina nelle sequenze di lavorazione. Il VPSS assicura una considerevole riduzione degli errori, facilita e velocizza le operazioni di programmazione e attrezzaggio, minimizza lo sfrido, gestisce il numero di pezzi da produrre per lotto, controlla il magazzino e permette di monitorare in tempo reale lo stato di avanzamento del ciclo produttivo e la precisione dimensionale dei pezzi ancora in macchina. Come anticipato, l’altra area fondamentale del complesso di Isehara è il Verification Plaza, ovvero il luogo in cui i potenziali clienti possono verificare concretamente la reale convenienza del loro futuro acquisto, testando sul serio le macchine, effettuando piccole produzioni di prova con personale proprio, senza influenze esterne. Una volta effettuati i test, i tecnici riferiscono al proprio titolare l’esito delle prove. E, in caso positivo, questi possono procedere all’acquisto in maniera tranquilla e senza preoccupazioni. L’intero complesso del Solution Center rappresenta dunque un luogo ideato “intorno al cliente”: l’estrema cura per i dettagli e l’organizzazione puntigliosa, dimostrano quanto Amada creda davvero nell’idea di aiutare i propri clienti a essere competitivi e a crescere dal punto di vista tecnologico, proteggendoli da rischi.

ETICA ED ECOLOGIA

Lasciata Isehara, raggiungiamo Fujinomiya, attivo centro della prefettura di Shizuoka, ai piedi del celebre Monte Fuji, vulcano di 3.776 metri, la vetta più alta del Paese e uno dei sacri simboli del Giappone. Alle sue pendici sorge l’immensa area dell’Amada Innovation Center, all’interno della quale troviamo il Development Center e tre stabilimenti produttivi. Il Development Center è il luogo in cui circa 200 specialisti lavorano a progetti di sviluppo della tecnologia Amada attraverso la tecnica già descritta del front-loading, ovvero dialogando costantemente col cliente in un’apposita sala detta “Innovation Room”. La capacità produttiva di Fujinomiya è superiore alle 400 macchine al mese, e ogni anno sono effettuati investimenti importanti per migliorare metodologie costruttive e di progettazione. Amada attribuisce molta importanza alla sicurezza dei suoi operatori: in 20 anni di attività produttiva non si è mai verificato alcun incidente grave, anche nei casi di terremoti violenti, purtroppo non rari in Giappone. Ma non solo: l’intera area si trova all’interno del parco del Fujiyama, in cui è necessario rispettare regole molto severe dal punto di vista ambientale. Difatti, tutti gli edifici dell’area sono “nascosti” nel verde di un vero e proprio parco naturale di oltre 760.000 metri quadrati ove quasi tutti i materiali sono riciclati, tant’è che solo lo 0,1% viene smaltito. Vengono anche recuperati e riciclati i materiali consumati dagli impianti in uso presso i clienti. Si riesce, inoltre, ad ottenere un risparmio di energia grazie alla rigenerazione dei fumi per mezzo di un impianto centralizzato, il che dimostra lo spirito fortemente “verde” dell’industria giapponese. Non a caso tutte le nuove macchine Amada sono progettate per essere “eco-product” e secondo concetti definiti “3SE”, cioè Safety, Security, Surroundings and Energy. I nuovi modelli Amada devono garantire non solo più elevate prestazioni economiche rispetto alla versione precedente, ma anche migliori prestazioni dal punto di vista delle emissioni inquinanti e dei consumi energetici.

PRODUZIONE MODELLO

A Fujinomiya solo il 30% degli operatori lavora in officina, il che dimostra l’altissimo tasso di automazione presente nelle fabbriche Amada: tale scelta aumenta la velocità produttiva, limita gli errori e riduce il costo della macchina. L’intera produzione è monitorata da accurati sistemi software, i quali rilevano in tempo reale lo stato di avanzamento delle commesse, la presenza degli operai nelle aree di competenza, la velocità di esecuzione del lavoro. In prossimità del Development Center, come detto, sorgono i tre imponenti stabilimenti in cui vengono utilizzati sistemi produttivi precisi, affidabili e ad alta velocità grazie a software di simulazione e strumenti di monitoraggio. Il primo stabilimento è destinato alla lavorazione, alla saldatura, alla verniciatura dei telai delle macchine, oltre che all’assemblaggio delle torrette. Al secondo stabilimento compete la fabbricazione delle punzonatrici e delle presse piegatrici. Il terzo, quello di più recente costruzione, è destinato alla fabbricazione degli impianti laser e all’installazione dei sistemi laser sulle macchine combinate. Qui possono essere realizzate fino a 140 macchine laser al mese, e per ogni macchina i tempi tecnici costruttivi sono di due settimane. L’edificio è diviso in 70 aree da 80 metri quadrati l’una, in cui vengono costruite le macchine ed entro le quali si spostano gli operai. Attraverso questo sistema, definito “booth-stand”, è costantemente monitorata e supervisionata, attraverso un programma di controllo, ogni operazione di lavoro nonché il passaggio delle merci e dei componenti. In questo modo si riducono i costi di gestione e la logistica interna senza pregiudicare la qualità dell’impianto da realizzare; inoltre sono ottimizzati i sistemi di consegna al fine di consentire forniture “just-in-time”. Prima di consegnare la macchina al cliente vengono effettuati tutti i test e le misurazioni del caso, attraverso uno specifico software di prova. Solo dopo tale procedimento viene installato il reale controllo numerico e spedito l’impianto al cliente.

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